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1700 anni di vita ebraica in Germania - il discorso del Presidente Federale Steinmeier

Frank-Walter Steinmeier, Bundespräsident der Bundesrepublik Deutschland, offizielles Porträt

Frank-Walter Steinmeier, Bundespräsident der Bundesrepublik Deutschland, offizielles Porträt., © Bundesregierung / Steffen Kugler

22.02.2021 - Comunicato stampa

Ecco il testo del discorso pronunciato dal Presidente Steinmeier all'inaugurazione dell'Anno Celebrativo di 1700 anni di vita ebraica in Germania.

Ecco il testo del discorso pronunciato dal Presidente Federale Steinmeier all'inaugurazione dell'Anno Celebrativo di 1700 anni di vita ebraica in Germania.


Quando nell’autunno del 1743 un ragazzino di quattordici anni giunse a Berlino, nessuno poteva immaginare che sarebbe diventato uno dei più importanti studiosi del suo tempo. Moses Mendelssohn, che in seguito fu amico di Lessing e Nicolai, arrivò nella capitale prussiana da giovane ebreo privo di diritti e protezione; quel Moses Mendelssohn è indissolubilmente legato all’Illuminismo tedesco del XVIII secolo. Spianò la strada all’emancipazione e all’eguaglianza degli ebrei.  

L’epoca dell’Illuminismo ha rappresentato senza dubbio un punto di svolta, anche se dovettero ancora trascorrere oltre cent’anni prima che agli ebrei venissero finalmente riconosciuti pari diritti. Tuttavia la vita ebraica nella Germania odierna affonda le sue radici molto più lontano nel tempo. Qui a Colonia si risale fino a 1700 anni fa, all’Editto dell’Imperatore romano Costantino. Che lungo arco di tempo! E non vi è luogo più degno per inaugurare quest’anno commemorativo che la più antica comunità ebraica del nostro Paese!

In quest’anno commemorativo ci sono infinite cose da scoprire e riscoprire. Sia nella filosofia che nella letteratura, nella pittura e nella musica, nella scienza, nella medicina e nell’economia, gli ebrei hanno contribuito a scrivere e plasmare la nostra storia, facendo risplendere la nostra cultura. L’ebraismo ha dato un contributo decisivo all’avvio dell’era moderna in Germania. Anche nelle zone rurali, in molte piccole cittadine e nei borghi vi sono testimonianze della poliedrica vita quotidiana ebrea, testimonianze che risalgono all‘Alto Medioevo.

Dobbiamo però rivolgere a questi 1700 anni di storia uno sguardo sincero. Soltanto così possiamo trarre insegnamenti per il presente e il futuro. Questa è e rimane la nostra responsabilità! Gli ebrei sono stati considerati quasi sempre come estranei, o almeno come diversi. La storia degli ebrei in Germania è una storia di emancipazione e prosperità, ma anche di umiliazione, esclusione e privazione di diritti.

Dopo la frattura di civilizzazione rappresentata dalla Shoah, dopo l’uccisione di milioni di ebrei europei, dopo la distruzione della cultura ebraica, il grande studioso Leo Baeck era convinto che l’epoca degli ebrei in Germania fosse „finita una volta per tutte". E invece la vita ebraica oggi c’è di nuovo, addirittura è tornata a fiorire grazie a chi ha fatto ritorno e grazie agli immigrati provenienti dagli Stati dell’ex Unione Sovietica. E grazie ai giovani israeliani attratti dalla Germania. Che immensa fortuna per il nostro Paese!

Sì, oggi la vita ebraica è ricca di diversità e sfaccettature, vivace, molto dinamica. Ne sono profondamente grato. Ma continua anche a essere minacciata, è addirittura ancora più minacciata, in un’epoca in cui l’antisemitismo si manifesta molto più apertamente, in cui un attentatore spinto dall’odio attacca una sinagoga gremita di gente, e proprio nel giorno della maggiore festività ebraica.  

Pregiudizi, cliché, ignoranza: con questo devono confrontarsi spesso nella vita quotidiana, come mi hanno raccontato dei giovani in occasione della Giornata della comunità ebraica a Berlino. Essi appartengono a un gruppo che va a spiegare alla gente che cos’è l’ebraismo. Mi hanno colpito l’impegno, la franchezza di questi giovani. Ma hanno anche parlato di quanto desiderino essere quello per cui gli ebrei in Germania hanno lottato per secoli: non estranei, non diversi, ma giovani di origine ebraica in una società pluralistica e tollerante, qui in Germania.  


Se come Presidente Federale posso esprimere un desiderio per quest’anno commemorativo, vorrei non solo che riconoscessimo con chiarezza gli ebrei in Germania come parte di noi, come parte del nostro Noi comune, ma anche che ci opponessimo con determinazione a chi non ha smesso o è tornato a metterlo in dubbio. La commemorazione dei 1.700 anni di storia comune dalle alterne vicende ci insegna che la Repubblica Federale di Germania può essere in piena sintonia con sé stessa solo se qui gli ebrei si sentono pienamente a casa propria. Garantire questo è il compito che ci deriva dai 1700 anni di storia della vita ebraica in Germania!

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