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La Cancelliera Merkel sulla libertà di stampa

Bundeskanzlerin Merkel. La Cancelliera Federale Angela Merkel.

Bundeskanzlerin Merkel. La Cancelliera Federale Angela Merkel., © dpa

20.04.2020 - Comunicato stampa

75 anni fa furono fondati in Germania i primi quotidiani dopo la seconda Guerra mondiale.
Leggete il testo e guardate il Video del Podcast della Cancelliera.

75 anni fa furono fondati in Germania i primi quotidiani dopo la seconda Guerra mondiale. La nostra Costituzione, la Legge fondamentale del 1949, sancisce all’Articolo 5 che sono garantite “la libertà di stampa e d'informazione. Non è esercitata alcuna censura”. Ciò era tutt’altro che scontato nella fase successiva al Nazionalsocialismo. In quel periodo, i giornalisti erano stati ridotti al silenzio, arrestati e persino uccisi. Ancora nel dopoguerra fu solo la parte occidentale della Germania a trarre giovamento dalla libertà di stampa. Nella RDT non vi era tale libertà. Sappiamo anche oggi dall’esempio dei regimi autoritari che quando essi giungono al potere, per prima cosa reprimono la libertà di stampa e non danno possibilità di esercitare il libero giornalismo. Tanto più è deplorevole quando vengono attaccati reporter e giornalisti qui da noi, nella nostra società democratica. Si può affermare che la situazione della libertà di stampa sia un buon indicatore delle condizioni generali della nostra democrazia. Per questo noi tutti dobbiamo adoperarci fortemente per il libero giornalismo e il libero esercizio della professione dei giornalisti. 

Domanda: Che cosa rende la libertà di stampa così importante per una democrazia?

Per chi ama la libertà, la libertà di stampa è irrinunciabile. Libertà significa inoltre sempre prendere atto e dare valore alle opinioni e alle convinzioni altrui. E questo a sua volta significa mettere costantemente in discussione il proprio pensiero e le certezze consolidate. I giornalisti devono poter sottoporre il governo e tutti i rappresentanti politici a un giudizio critico. La democrazia necessita di fatti e di informazioni. Deve distinguere tra verità e menzogna. Deve essere possibile vedere la realtà da prospettive diverse e, a partire da queste, formarsi un’opinione corrispondente.  Ciò vale in particolar modo per la situazione attuale, rispetto al corona virus. Informazioni basate su solide ricerche risultano per tutti noi di grande importanza proprio in questo contesto. Si tratta spesso di informazioni che sono altresì molto complesse e pertanto vengono rielaborate dai giornalisti per poter essere veicolate in modo semplice e comprensibile. Tutto questo è di estrema rilevanza per la formazione di un’opinione nella nostra società.

Domanda: In questi tempi di pandemia alcuni tornano a criticare la stampa in quanto non rispecchierebbe l’intera gamma di opinioni. Lei come la vede?

Io non la vedo così, bensì al contrario. Ogni giorno impariamo qualcosa, soprattutto la scienza, che ci fornisce nuove conoscenze. Poter capire e poter essere informati è di assoluta importanza. Questo è ciò per cui si impegnano i mass media, sia pubblici che privati, sia analogici che digitali. La democrazia ha bisogno di una dimensione pubblica. Ha bisogno di uno spazio in cui si possiamo insieme metterci d’accordo sulle nostre leggi, ma anche sui valori comuni. Ha bisogno di una dimensione pubblica in cui si possa dibattere, esprimere le diverse opinioni e sviluppare da esse soluzioni condivise. Ciò presuppone che vi sia tolleranza nei confronti delle opinioni altrui. Presuppone però anche il saper incassare le critiche alle proprie opinioni. Se prendiamo a cuore tutto ciò, allora la nostra società aperta potrà trovare soluzioni migliori. Possiamo essere orgogliosi, ma anche grati, di godere ormai della libertà di stampa da più di 70 anni. Ciò rappresenta però anche un’esortazione ad adoperarci ogni giorno di nuovo, affinché i giornalisti abbiano la possibilità di esercitare liberamente il loro e che questo lavoro venga rispettato, apprezzato e sostenuto.


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