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La Cancelliera Angela Merkel nella “Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung” del 3 giugno 2018 in traduzione italiana

German Chancellor Angela Merkel

German Chancellor Angela Merkel, © ZUMA Wire

04.06.2018 - Comunicato stampa


Questioni esistenziali per l’Europa

Angela Merkel vuole che gli europei prendano maggiormente in mano il loro destino. Qui spiega cosa intende concretamente e risponde così al Presidente francese Macron.

Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung (FAS): Vogliamo parlare dell’Europa – e dobbiamo iniziare con l’Italia dove adesso governano assieme i populisti di destra e di sinistra, i cui leader hanno ripetutamente messo in forse l’euro. È preoccupata Signora Cancelliera?

Angela Merkel: Andrò incontro al nuovo Governo italiano in modo aperto, per lavorare assieme, invece di fare speculazioni sulle sue intenzioni. Per la Germania è di elementare importanza che l’Europa sia capace di agire.

FAS: Da questo Paese ci giungono toni aspri. Il Segretario della Lega Salvini ha appena detto che gli italiani non sono schiavi di Germania e Francia. Si fa agitazione utilizzando la Germania come spauracchio. Come se lo spiega?

Angela Merkel: La mia esperienza mi insegna che è meglio per tutti se ci concentriamo su colloqui riguardanti il merito delle questioni. E qui ovviamente ognuno ha i propri interessi. Finora con il dialogo abbiamo però sempre trovato soluzioni accettabili per tutti.

FAS: La discussione sull’appartenenza all’euro fa parte di una democrazia vitale? Oppure una questione così fondamentale dovrebbe essere sottratta alla campagna elettorale?

Angela Merkel: In politica si parla di ciò che conta per la gente. Anche da noi in passato vi sono stati dibattiti sull’euro. E anche oggi di frequente si parla delle regole collegate in modo inscindibile con l’euro, l’adempimento del Patto di stabilità e crescita. Ogni Stato membro ha una forte responsabilità, ma la valuta comune è appunto anche nell’interesse di tutti. Pertanto in un momento di pericolo per il sistema monetario abbiamo creato il vincolo di solidarietà. La solidarietà fra i partner dell’euro non deve però sfociare mai in un’unione dei debiti, deve essere invece un aiuto ad aiutarsi da soli. Intanto nell’eurozona abbiamo una situazione che da tempo mancava: in tutti gli Stati l’economia cresce e l’occupazione sale. Tuttavia la disoccupazione giovanile in Italia continua a essere terribilmente alta. Sono senz’altro disposta a parlare con il nuovo Governo italiano di come più giovani possano trovare lavoro.

FAS: Perché reagisce in modo così sereno ai cambiamenti in Italia?

Angela Merkel: Sono fondamentalmente convinta che ogni risultato elettorale e ogni Governo democraticamente eletto meriti rispetto. Quanto più rispetto ci portiamo a vicenda, tenendo conto dei reciproci interessi, tanto meglio è. In questo modo abbiamo trovato una soluzione sostenibile anche nel conflitto con la Grecia sulle riforme necessarie.

FAS: Dobbiamo ora collaborare più strettamente con la Francia affinché almeno il motore franco-tedesco possa trainare l’Europa?

Angela Merkel: In più ambiti Germania e Francia possono dare impulsi, ma alla fine nell’Unione europea devono agire tutti assieme. È già abbastanza doloroso che la Gran Bretagna lasci l’UE. Davanti a noi vi sono grandi problemi poiché l’intero ordine di valori sta cambiando. Vediamo che il mondo diventa multipolare, dopo il bipolarismo della guerra fredda. L’America è, e rimarrà, una superpotenza, attualmente non accetta però tutti gli accordi multilaterali, come si è visto a seguito dell’abbandono dell’Accordo sul clima e come si vede ora con i dazi imposti dal Presidente Trump all’Europa.

FAS: Non è solo l’America a creare difficoltà all’Europa.

Angela Merkel: Economicamente la Cina diventa sempre più forte e acquista crescente influenza globale. Per noi europei tutto ciò significa che dobbiamo ridefinire la nostra collocazione nel sistema globale e che dobbiamo intervenire assieme come attore globale. Un anno fa a Trudering ho detto che dobbiamo prendere maggiormente in mano il nostro destino. Questo l’ha fatto presente anche Emmanuel Macron nel suo discorso alla Sorbona. L’Europa deve essere capace di agire, sia verso l’esterno che verso l’interno, affinché la sua voce nel mondo venga presa sul serio. L’Europa per i suoi cittadini ha significato non solo una promessa di pace, ma anche di sicurezza che noi dobbiamo rinnovare. Mi riferisco a un contesto più ampio, tenendo conto delle nostre convinzioni fondamentali come democrazia, Stato di diritto, dignità dell’uomo, tenendo conto della sicurezza dal terrorismo, tenendo conto della garanzia di benessere e occupazione, della protezione delle frontiere esterne, della tutela della nostra identità culturale e del nostro creato.

FAS: Poco dopo le elezioni per il Bundestag tedesco, Macron ha nominato le sue priorità per il futuro dell’Europa. Da allora aspetta una risposta concreta da parte Sua, soprattutto anche sul piano finanziario. Quali dei suoi desideri può esaudire?

Angela Merkel: Oltre a una politica estera e di difesa comune e a una politica di asilo e sviluppo comune, per me è prioritario che l’Europa sia economicamente forte e innovativa. In questo senso di recente abbiamo presentato un’iniziativa franco-tedesca in vista delle innovazioni dirompenti ovvero le innovazioni che sostituiscono o escludono le tecnologie attuali, creando modelli d’affari assolutamente nuovi. In queste innovazioni dirompenti, l’Europa deve agire più velocemente. Per un’economia di successo dobbiamo stabilizzare in modo sostenibile l’euro. Gli strumenti impiegati finora non sono ancora sufficienti, abbiamo quindi bisogno di un’unione bancaria e dei mercati dei capitali. Vogliamo anche una certa indipendenza dal Fondo Monetario Internazionale. Il meccanismo europeo di stabilità ESM, creato durante la crisi, deve diventare un Fondo Monetario Europeo, un FME, munito degli stessi strumenti che ha l’FMI.

FAS: Come se lo immagina esattamente?

Angela Merkel: Se l’intera eurozona è in pericolo, il Fondo Monetario Europeo deve poter concedere crediti a lungo termine, come avvenuto finora, per aiutare i Paesi. Si tratta di crediti con una durata di trent’anni, vincolati ad ampie riforme strutturali. Oltre a questo mi immagino la possibilità di una linea di credito di più breve durata, ad esempio di cinque anni. In tal modo potremmo sostenere i Paesi in difficoltà dovute a circostanze esterne. Sempre con dei vincoli, naturalmente, con un importo limitato e un rimborso completo. Un FME con tali competenze deve ovviamente avere la facoltà di giudicare la situazione economica in tutti gli Stati membri. Inoltre dovrebbe valutare la sostenibilità del debito degli Stati membri e disporre di strumenti adeguati anche per ripristinarla, qualora necessario. L’FME deve essere organizzato come struttura interstatale, nel rispetto dei relativi diritti dei parlamenti nazionali. L’FME e la Commissione UE, che già adesso verifica periodicamente la competitività degli Stati membri e il rispetto del Patto di Stabilità, costituiranno i due pilastri per la stabilità dell’eurozona.

FAS: Rimane un punto particolarmente importante per Macron: come si può ottenere un allineamento degli Stati dell’eurozona con le loro grandi differenze economiche?

Angela Merkel: Nell’eurozona abbiamo bisogno di una più rapida convergenza economica tra gli Stati membri. A tal fine dobbiamo rafforzare la capacità innovativa e dobbiamo farlo con l’aiuto di un’ulteriore politica strutturale. Dobbiamo riflettere su come poter coinvolgere meglio i Paesi che hanno bisogno di recuperare a livello scientifico, tecnologico e innovativo. Pertanto nel Patto di Coalizione abbiamo proposto un bilancio per gli investimenti dell’eurozona ed io sono molto a favore di questo. Dobbiamo ancora chiarire se questo budget supplementare dovrà essere gestito all’interno o all’esterno del bilancio UE.

FAS: Lei che cosa preferisce? E quante risorse vuole impiegare in più a tal fine?

Angela Merkel: Le risorse dovranno essere dell’ordine di alcune decine di miliardi di euro. Sicuramente le introdurremo gradualmente e valuteremo poi gli effetti. Dobbiamo discutere su come possiamo impiegare tali risorse nella maniera più efficace possibile e come possono essere controllate tali spese a livello parlamentare.

FAS: La Commissione UE nel prossimo periodo di riferimento, ovvero dal 2021 al 2027, intende sostenere gli Stati membri con 25 miliardi di euro per le riforme strutturali. Inoltre vuole mettere a disposizione 30 miliardi di euro come prestito con interessi agevolati affinché i Paesi in situazioni di turbolenze economiche possano continuare a investire nel loro futuro. Lei stessa ha proposto qualcosa di simile alcuni anni fa.

Angela Merkel: La mia proposta di allora riguardava un budget supplementare volto a sostenere le riforme degli Stati. E trovo ancora buona la proposta. Ma dovremmo anche affrontare debolezze strutturali in Paesi che non si trovano in situazioni di difficoltà acuta. Ad esempio: nell’intelligenza artificiale Germania, Francia e i Paesi baltici sono più avanzati, quindi dovremmo investire piuttosto nei Paesi che hanno ancora necessità di recuperare. Così si migliora la convergenza nell’eurozona. Proprio questo si riuscirebbe a realizzare con un bilancio per gli investimenti.

FAS: La Commissione UE preme affinché tutte queste questioni vengano risolte nei prossimi mesi in modo che il prossimo quadro finanziario sia approvato prima delle elezioni europee dell’anno venturo. Lo vuole anche Lei?

Angela Merkel: Conosco le difficoltà e i rischi, ma per me dovremmo fare uno sforzo e decidere sul prossimo quadro finanziario prima delle elezioni europee. In questa fase di incertezza l’Europa deve essere capace di agire in qualsiasi momento. Se rimandiamo queste consultazioni, potrebbe accadere che per un anno intero non siamo in grado di assegnare borse di studio Erasmus o che slitti il potenziamento di Frontex o che non possano essere attuati importanti progetti per combattere le cause di esodo, per non parlare delle risorse dei fondi strutturali e degli importanti programmi di ricerca. Perciò abbiamo bisogno del bilancio per il periodo successivo al 2021 già prima delle elezioni europee.

FAS: E Lei si aspetta che tutti gli Stati siano dalla Sua parte?

Angela Merkel: Spingo in tal senso, perché la capacità di agire dell’Europa per me è decisiva. L’uscita della Gran Bretagna causa già abbastanza incertezza. Dovremmo chiarire ora e subito come dovrà essere il futuro bilancio dell’intera UE e che struttura avrà l’eurozona.

FAS: Questo costerà parecchio alla Germania. Günther Oettinger, membro del Suo stesso partito e Commissario UE al bilancio, parla di importi fino a dodici miliardi di euro l’anno in più. È disposta a questo?

Angela Merkel: Nel Patto di Coalizione abbiamo concordato che siamo pronti a versare di più in un bilancio futuro. Il di più è sempre relativo. Se nel 2021 spendiamo per l’Unione l’1 % del prodotto sociale lordo degli Stati UE, in termini assoluti è un importo superiore a quello del 2013, perché i nostri risultati economici sono nettamente superiori. Ma dobbiamo chiederci soprattutto quali compiti devono essere svolti in Europa. I suggerimenti della Commissione UE però sono molto ampi.

FAS: La Commissione propone l’1,11 %, ossia 127 miliardi di euro in più per sette anni rispetto all’1 %.

Angela Merkel: Vogliamo molto fortemente che le nostre regioni strutturalmente deboli continuino ad essere sostenute da Bruxelles e che le sfide del futuro siano tenute maggiormente in considerazione nel bilancio rispetto a quanto fatto finora. Questo significa riallocazioni e in parte anche nuove metodologie. Nella politica agraria, ad esempio, vedo l’urgente necessità di ridurre la burocrazia. Del resto non sarà solo la Germania a dover contribuire di più al bilancio, questo vale per tutti i contribuenti netti.


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